9/24/2007
Tanti auguri a me.
Tanti auguri a me.
Tanti auguri vecchia mia, tanti auguri a me.
Dire che ho quasi un quarto di secolo fa più effetto, fa assaporare quel non so che di saggezza.
Di solito compiere gli anni significa pensare a quello che si vuole, dire “questo è l’anno dove troverò finalmente un lavoro giusto!? o “da qua al prossimo, riuscirò a fare quello che voglio?, insomma, stronzate simili.
Per me funziona diversamente.
La notte di vigilia del mio compleanno la faccio insonne. Penso e mi addormento solo quando le risorse fisiche sono talmente esigue da non permettermi l’autonomia fisica. E penso a tutto quello che sono stata e quello che ho raggiunto.
Mi passano davanti agli occhi molti visi. E chissà dove sono finiti tutti. Chissà qual è l’immagine che hanno di me e, soprattutto, si ricordano di me quando io mi ricordo di loro?.
Non sono una persona facile, anzi.
Sono difficile da gestire, da capire, da perdonare.
E non sono giustificabile.
Ecco, trovo divertente anche questo: che un giorno di festa diventi un giorno dalle mille domande. Io me le faccio rigorosamente ogni anno e termino sempre con un: imparerò mai?
Imparerò mai ad usare qualche filtro mentale...
Imparerò mai?
Ho avuto un’infanzia invidiabile con mille amichetti, un’adolescenza a tratti orribile a tratti stupenda, mi sono innamorata diverse volte e ho amato poche, ho creduto molto nelle persone e sognato tanto nelle situazioni, ho compreso e sofferto, sofferto senza comprendere, ho deluso e girato le spalle, mentito e guardato negli occhi, ho diviso egoismo e amore, ho viaggiato nelle illusioni e nei sogni, ho colorato dei giorni, cancellato delle emozioni, sopportato l’ingratitudine, ho masticato rancore e vomitato vendetta, ho bevuto e tanto, ho riso come una scema e pianto sotto la pioggia, ho guardato il cielo e scherzato con le nuvole e mi sono detta che da qualche parte si arriva sempre.
E credo ancora di poter diventare una persona migliore.
Ed è una cazzata quella bella frase di un libro che diceva che sei ancora vivo quando hai una storia da raccontare: sei ancora vivo quando credi. E puoi credere in un Dio o nella persona che hai di fianco…ma quando credi in quello che sei e in quello che hai fatto, nonostante il bene ed il male, bè, vuol dire che gli anni che hai trascorso non sono stati del tutto inutili. E, con un pizzico di fortuna, non lo diventeranno mai.
E trovo ancora divertente che esista qualcuno che mi vuole bene anche quando parlo a vanvera come ho appena fatto in questo enorme e smisurato discorso.
non mi importa, oggi è il mio compleanno e posso permettermelo!!!
