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日志


2008/8/25

Tutto il contrario della fede...

 
Sentimi bene: si chiama scopare.
Amore si chiama ma, dalla faccia che fai e dalle parole che dici, mi par di capire che il concetto ti sfugge.

Allora Vecchio, mettiti qui, a sedere, cuccia, sitz, stai buono un attimo e parliamo dell'amore, del sesso. Tu ed io, Vecchio, sfilati le scarpucce Prada e parliamo. Dici: "Se l'esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell'amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa".

Vecchio, cazzo dici?
Fermo, stammi a sentire. Il problema di quelli come te è che parlano senza sapere, solo perché ci sono milioni di rincoglioniti che vanno pazzi per questo accomondantissimo nulla. Quelli ti piazzano in braccio il loro primogenito e buonanotte al secchio
 
Vecchio, faresti meglio, secondo me, senti che ti dico, a farti una birra, metterti in blue jeans e provare in prima persona quello di cui vai dicendo tutto tremante: il sesso è una cosa niente male. Non sarà all'altezza di un gol allo scadere o di un piatto di pasta fatto come si deve, ma non è nemmeno un mastino napoletano senza guinzaglio.

"Nessuna tecnica meccanica può sostituire l'atto d'amore che due sposi si scambiano come segno di un mistero bla bla bla": Vecchio, ma chi te li scrive questi testi? Tuo nipote seienne? "Tecnica meccanica"? Era ai vibratori che pensavi? Ai d i l d o? Oppure a quei letti da motel che vibrano tutti se ci infili una moneta? D i l d o... Mi viene da ridere se ti immagino, Vecchio, affacciato a quella finestra, davanti a tre milioni di persone, pronunciare col tuo accento bavarese la parola d i l d o: "Nessun d i l d o può sostituireeeee l'aaattoooo d'aaaamoreeee". Vallo a dire ai froci, Vecchio.

"L'amore coniugale [...] non soggiace al solo sentimento, spesso fugace e precario, ma si fa carico dell'unità della persona e della totale condivisione degli sposi che nell'accoglienza reciproca offrono se stessi in una promessa d'amore fedele ed esclusivo che scaturisce da una genuina scelta di libertà".

Bum. Ma, Vecchio, santo il cielo, davvero credi che l'amore sia qualcosa di così fisico, controllabile, scaricabile dalle tasse? Cosa pensi che sia, l'amore? Un ficus d'ufficio? Un lombrico? Un tegolino? "L'amore coniugale non soggiace" Vecchio? "Una promessa"? E per chi ci hai presi? Un cartone animato? L'hai mai trovata a letto con un altro? Sei mai stato donna, Vecchio mio, e hai mai provato a vederlo violento, dopo il lavoro, rinchiudere lo stress nei pugni stretti e scaricarli sui tuoi fianchi di madre? No, che non sei mai stato donna: tu non lo sai nemmeno lontanamente cosa siano le donne. Ho più consapevolezza io della fisica quantistica e dell'ingegneria nucleare. Perché parli, Vecchio? E' quasi estate, comincia a fare caldo, perché non segui anche tu i consigli che sono soliti elargire i telegiornali e ti infili nel reparto surgelati di un bel supermercato?

L'amore non è dogmatico, anzi: se ci pensi bene, Vecchio, l'amore è proprio tutto il contrario della fede.

L'amore ha bisogno di continue prove, riprove, controprove, carezze, sangue, urla, carne; l'amore ha bisogno di tutto quello che ci sta dentro quelle sacche di sangue che sono gli esseri umani: della loro ritrosia alla coerenza, della loro ipocrisia; l'amore si nutre, fisicamente, della minutaglia quotidiana, delle salite e delle discese, di tutti e cinque i sensi, dell'odorato, della vista, del tatto, dell'udito, della voce, dei capelli, dei pori, del sudore, della lanuggine dentro l'ombelico, del solletico, delle lacrime e della violenza, l'amore succhia dai difetti, dalle differenze, l'amore è sesso, godimento, eiaculazione, l'amore è amore pure se in quel momento lì un figlio diventerebbe una maledizione. L'amore è sapere rimandare. L'amore sa quand'è il momento giusto. L'amore non è dogma: l'amore, in quanto tale, è una cosa che inizia e finisce e che continua fin tanto che si vede, si sente, si percepisce.

Perciò Vecchio, tu che parli tanto di amore e di sesso, perché non pensi a misurarti la pressione e a lasciar fare a noi, che siamo fortunatamente ancora in vita, e non nell'aldilà della Stone, e che dunque d'amore viviamo e per amore prendiamo le nostre scelte più importanti? Il problema, Vecchio, è che tu sei invidioso, secondo me. Il tuo amante, diciamocelo, non è proprio il massimo in quanto a comunicazione, sensibilità e presenza. E allora ci vedi, ci guardi, noi innamorati, amanti, amici, dentro le pizzerie, davanti alle birre, alle prese coi nostri giganteschi e bizzarri cazzi di tutti i giorni e non ti capaciti che la vita possa essere così semplice e complicata al contempo. L'Amore è una questione di millesimi di secondo, altro che di Eternità.

Provalo a chiedere a un interista, vecchio, perché stanotte non ha avuto la voglia di farci un figlio e poi prova a trovare il coraggio di dirgli in faccia che ha peccato.

 

(Dico la Verità...Ogni tanto mi sento un pò "vecchia" pure io...)